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Minimi cenni sui massimi sistemi


Olimpia Milano - Quaderni Biancorossi


16 agosto 2014

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Per gentile concessione di Basketacazzo.com

(qui la pagina feisbuc, qui il profilo tuitter, qui il canale iutub)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Tera Patrick basketacazzo

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23 dicembre 2010

Vivere nel passato



L'Olimpia perde di 31 in Grecia. Residue le speranze di un +34 al ritorno.

(Nell'immagine, un tizio poco credibile come essere umano allo sbando, mentre cerca di avvitare l'aria)


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10 dicembre 2010

Il Diavolo sta nei dettagli



Riccardo Romani scrive sul Corriere della Sera (mercoledì 8 dicembre) un articolo dedicato al buon momento dei Knicks e di Danilo Gallinari in particolare. Parlando dei giocatori europei che hanno trovato fortuna oltreoceano dice

All'inizio non era stato sufficiente spedire dall'Europa talenti puri come il serbo Petrovic

D'accordo, si sta parlando di NBA e non di pallacanestro (e il giornale è il Corriere della Sera, che spero nessuna persona di buon senso voglia prendere sul serio), però trasferire Sebenico e il suo Diavolo in Serbia è uno sfregio alla memoria che non può passare sotto silenzio.

(Questo, in dieci secondi, era Drazen Petrovic. L'errore è ancora più inaccettabile se si pensa che da qualche settimana è uscito un documentario, "Once Brothers", che racconta come la guerra in Yugoslavia abbia allontanato Vlade Divac, serbo, e Petrovic. Il documentario è andato in onda su ESPN, e un collaboratore del Corriere avrebbe dovuto almeno sentirne parlare)



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16 giugno 2009

Omaggi



E sticazzi di tutto il resto.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Giorgio Armani alè

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19 agosto 2008

Vagiti

Si apre la stagione 2008/09 dell’Olimpia completamente griffata Armani. Dopo tre anni di sponsorship, il grande stilista è finalmente divenuto proprietario della società biancorossa mettendo fine all’era-Corbelli. Un periodo che dal punto di vista dei risultati può non essere considerato del tutto negativo ma durante il quale si è assistito a uno scempio dei valori di serietà e trasparenza che hanno contraddistinto nei decenni l’Olimpia.

Forse anche per assaporare di nuovo questo ritrovato clima in molti (350 secondo la società, 8 per la Questura) si sono ritrovati sugli spalti del PalaLido per assistere all’avvio della nuova stagione. Nonostante le assenze di molti dei principali acquisti (Mordente e Vitali in Nazionale, insieme con Bulleri, Hawkins e Sow alle prese con problemi burocratici), molto calorosa è stata l’accoglienza per i giocatori e per lo staff tecnico. L’allenamento è stato tutt’altro che intenso: una breve sgambata e una sessione di tiro di circa mezz’ora e poi via libera agli autografi e alle fotografie.

È chiaramente difficile dare un qualche giudizio fondato sui giocatori più sconosciuti del roster milanese, Sangarè e Mike Hall. L’impressione, per il pochissimo visto, è che il francese sia in possesso di un ottimo movimento di tiro, molto sciolto. La dirigenza (leggi: il GM Zanca in mezzo al campo a colloquio con i tifosi) fa di tutto per levargli pressione, insistendo nel dire che il ragazzo partirà in fondo alle rotazioni degli esterni, e che il suo acquisto si spiega soprattutto con la grande voglia del parigino di giocare a Milano. Mi permetto di dubitare che l’Olimpia abbia usato il tesseramento di un comunitario solo per completare il roster, e credo che il ragazzo avrà molto più spazio. Quanto all’ala forte americana, ha mostrato una bella meccanica di tiro, molto pulita, e un fisico sicuramente all’altezza del compito per il quale è stato preso. Insomma, le potenzialità paiono esserci.

Ultima grande curiosità, Marko Micevic. Il serbo, italiano di formazione, viene da due stagioni difficili, con un grave infortunio al ginocchio – completamente recuperato – subito a Casalpusterlengo e un’annata a disputare solo il campionato Under 19 con la maglia dell’Olimpia. Il ragazzo ha ottime qualità, un fisico possente, tanta grinta e un gran tiro. L’anno agli ordini di Montefusco non gli avrà sicuramente fatto male dal punto di vista dell’attitudine difensiva, anche se bisognerà assolutamente che il serbo si riabitui fin da subito a marcare i piccoli. A precisa domanda, ha confermato di essere nell’organico come numero tre, e dunque, in teoria, l’unica ala piccola veramente di ruolo. Se si può fare una critica al mercato di quest’anno, un giocatore tra Sangarè e Filloy pare di troppo: non sarebbe stata una cattiva idea, a mio avviso, quella di provare a prendere Datome come cambio dell’ala piccola. Tuttavia, se si ritiene che quel ruolo possa essere ricoperto da Micevic l’obiezione cade: Marko è un prodotto del vivaio Olimpia e sarebbe bello che gli venisse offerta l’occasione di mettersi in mostra.


27 giugno 2008

Safe in New York City

 

Danilo Gallinari viene chiamato dai Knicks con la scelta numero sei e il pubblico del Garden esplode in un boato di fischi («some people cheering» pare più una considerazione di circostanza dello speaker, a meno che non si riferisse all'entourage di Gallinari). Gli intenditori del mondo NBA ci spiegano che probabilmente la reazione sarebbe stata la stessa indipendentemente dal nome annunciato, ma non importa. Preme solo sottolineare che basteranno pochi minuti ai newyorkesi per innamorarsi - cestisticamente parlando - del Divin Fanciullo, al quale va il mio più grande in bocca al lupo. Mi pongo sullo stesso piano di chi prevede per lui enormi difficoltà e, apoditticamente, credo che ci metterà poco a far vedere il suo enorme valore e a mostrare al mondo intero che l'Italia a spicchi sa produrre anche grandi campioni, non solo Bargnani e Belinelli.
Sul video: complimenti a chi sventolava una sciarpa biancorossa e derisioni varie a quel tizio con la maglia numero 33 di Ewing che mostra il pollice verso. Detto senza simpatia: sei un poveretto (cit.).

Commenti musicali sparsi

 


6 giugno 2008

Finalmente

Era ora. 


16 maggio 2008

Omaggio, tributo, riconoscimento (cit.)


Grazie Poz.


13 maggio 2008

Olimpia Milano - Sutor Basket montegranaro 101-73

L’affidabilità di Vukcevic, la cazzimma di Gallinari e la resurrezione di Sesay: in questi tre nomi la sintesi del 101-73 con il quale l’Olimpia riapre la serie con Montegranaro. Una partita sempre in controllo, chiusa con gli under 19 in campo nel tripudio del Forum.

Quintetti abituali in avvio, e nessuna novità tattica (accoppiamenti difensivi identici per Finelli e Caja). Milano sembra poter scappare subito, grazie a Gallinari e a un Sesay visto raramente in maglia Olimpia: l’ala americana non si affida solo al tiro da fuori, ma prova anche ad attaccare il ferro, sia in penetrazione sia giocando in post basso. Ne fa le spese Amoroso, il cui contributo sarà pressoché nullo. Montegranaro non molla subito perché trova da Ford qualche inusitato canestro da fuori. Sesay doppia gli avversari (18-9), Gallinari commette un discutibilissimo fallo su Garris e l’odiato ex lucra due punti dalla lunetta prima di essere sostituito da Vitali, un problema di difficile soluzione in gara 1, vista l’assenza nel roster milanese di play sufficientemente alti, in grado di chiudere le linee di passaggio. La difesa di squadra nel primo quarto rimane problematica per Milano, anche contro giochi non particolarmente elaborati, e arrivano due schiacciate quasi consecutive di Sharrod Ford. La responsabilità è un po’ di tutti – allenatore compreso: Di Bella non è in grado di ostacolare Vitali, Shaw esce un po’ troppo nell’aiuto sui blocchi e Vukcevic non può intasare l’area perché deve stare vicino al tiratore Thomas. Ma in attacco tutto funziona alla perfezione, e un finale prodigioso di Sesay porta in doppia cifra il vantaggio dei padroni di casa sulla prima sirena. Milano è bravissima a non interrompere l’inerzia positiva, e la seconda metà del secondo quarto è uno show di Gallinari e Sesay (50-32). Ford approfitta un po’ della panchina di Watson (problemi al gomito dopo un fallo di Ford e qualche fallo di troppo) e prova a ricucire, Garris trova un fallo di Booker che fa molto arrabbiare Caja con gli arbitri ma segna solo uno dei tre tiri liberi a disposizione, mentre il suo rivale è infallibile e all’intervallo lungo il tabellone dice 54-40. Il terzo fallo di Booker in avvio di ripresa non impedisce a Milano di piantare definitivamente i chiodi sulla bara: sono le triple in sequenza di Gallinari e Booker a dare il +20 che Montegranaro non riuscirà più a recuperare. Qualche nervosismo di troppo arriva nel finale: Lechtaler manda per le terre Shaw, che esce sanguinando, poi fa il bambino a rimbalzo, colpendo deliberatamente Gallinari proprio lì dove fa più male. Il Divin Fanciullo rincuora il compagno che esce dal campo promettendo vendetta. Si apre la caccia all’uomo, che vede impegnata un po’ tutta la squadra. Non sono questi episodi da libro Cuore, ma vedere tutto il gruppo che reagisce per difendere il compagno è un bel segnale per l’ambiente. Gli ultimi minuti servono giusto per vedere Davide Marelli, Jacopo Mercante e Stefano Gentile. È proprio il figlio di Nando, desaparecido da tempo immemore in prima squadra ma leader della under 19 di Montefusco, a superare quota 100 con una bella entrata.

Infine, indicazioni varie per il futuro della serie. La partita ha dimostrato che l’accoppiamento difensivo Gallinari/Vitali può risultare molto efficace per Milano. Vukcevic può essere determinante su entrambi i lati del campo: oltre all’abituale velenosità in attacco, un’ottima difesa – considerate le doti non proprio da mastino del serbo-greco – su Thomas e un bellissimo scivolamento su Garris. icace per MilanosimoGalinari può limitare Vitali (Giovacchini, Di Bella, Booker) può essere usato per qualche minuto sInoltre, il quintetto con tre piccoli contemporaneamente in campo (Giovacchini, Di Bella, Booker) può essere usato (con parsimonia) per qualche minuto. Guai però a pensare che la serie sia archiviata: mercoledì si ricomincerà dallo 0-0, e il copione potrebbe essere diverso.


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28 aprile 2008

Olimpia Milano - Fortitudo Bologna 92-96

Bisogna saper perdere e l'Olimpia, modestamente, lo sa. Nella partita forse più inutile della sua settantennale storia, Milano cede il passo alla Fortitudo regalandole la qualificazione all'ultimo posto dei playoff e relegando Treviso al decimo posto, fuori dall'Eurolega 2008-2009. Un classico esempio di sinergia win-win: la vittoria milanese non avrebbe cambiato di una virgola il destino biancorosso, anzi, al contrario, la sconfitta avrebbe agevolato la propria qualificazione alla post season. Una domenica strana, quindi, per i biancorossi, costretti anche a tifare per il successo esterno di Cantù (arrivato al cardiopalma) impegnata con la Rieti di Lardo e Gigena in terra laziale.
Grazie ai liberi sbagliati da Langford a Napoli (complimenti a Mason Rocca per la tripla
doppia, en passant), in verità, Treviso sarebbe comunque rimasta fuori dalle prime nove, ma il "rischio" correlato a una vittoria sulla Fortitudo era troppo elevato.
La partita, in brevissimo: Milano sfrutta Vukcevic e il suo tiro da fuori per tenere il ritmo di una Bologna che si aggrappa a Forte e che, sostituendo Bagaric con Thomas, riesce a prendere quel vantaggio vicino alla doppia cifra che non verrà più recuperato. Milano prova molti quintetti strani (molto tempo con due tra Giovacchini, Booker e Di Bella) e precipita nel punteggio. Caja riprova con i titolari ma l'impressione è che il freno a mano sia inserito. Ci si mettono anche gli arbitri (che qualcuno in Lega non gradisca Treviso in Eurolega?) a fischiare tutti i sospiri milanesi lasciando Forte liberissimo di difendere con le braccia e Bagaric altrettanto libero di fare il gradasso. Alla fine tutto va come doveva andare: Bologna vince e prolungherà di tre partite la propria stagione (a meno di miracoli contro Siena), Milano attende i risultati dagli altri campi e apprende di dover incrociare le lame con Montegranaro al primo turno dei playoff (cosa ampiamente prevedibile prima degli ultimi 40'). L'eventuale vittoria nella serie, a meno di sorprese, dovrebbe portare in dote la qualificazione automatica all'Eurolega.
Sorprende la controprestrazione di Capo D'Orlando, che perde malamente in casa di Siena con un atteggiamento da ufficio indagini: a metà partita un tabellino irreale recitava 61-14 (?) per i padroni di casa. Capo d'Orlando, con la sconfitta casalinga di settimana scorsa con Varese, aveva già dimostrato di voler arrivare al sesto posto. Una strategia francamente assurda e che la porterà a incrociare Avellino. Buona fortuna, che dire.


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