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Safe in New York City

 

Danilo Gallinari viene chiamato dai Knicks con la scelta numero sei e il pubblico del Garden esplode in un boato di fischi («some people cheering» pare più una considerazione di circostanza dello speaker, a meno che non si riferisse all'entourage di Gallinari). Gli intenditori del mondo NBA ci spiegano che probabilmente la reazione sarebbe stata la stessa indipendentemente dal nome annunciato, ma non importa. Preme solo sottolineare che basteranno pochi minuti ai newyorkesi per innamorarsi - cestisticamente parlando - del Divin Fanciullo, al quale va il mio più grande in bocca al lupo. Mi pongo sullo stesso piano di chi prevede per lui enormi difficoltà e, apoditticamente, credo che ci metterà poco a far vedere il suo enorme valore e a mostrare al mondo intero che l'Italia a spicchi sa produrre anche grandi campioni, non solo Bargnani e Belinelli.
Sul video: complimenti a chi sventolava una sciarpa biancorossa e derisioni varie a quel tizio con la maglia numero 33 di Ewing che mostra il pollice verso. Detto senza simpatia: sei un poveretto (cit.).

Commenti musicali sparsi

 

Pubblicato il 27/6/2008 alle 15.3 nella rubrica Olimpia Milano - Quaderni Biancorossi.

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