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Vagiti

Si apre la stagione 2008/09 dell’Olimpia completamente griffata Armani. Dopo tre anni di sponsorship, il grande stilista è finalmente divenuto proprietario della società biancorossa mettendo fine all’era-Corbelli. Un periodo che dal punto di vista dei risultati può non essere considerato del tutto negativo ma durante il quale si è assistito a uno scempio dei valori di serietà e trasparenza che hanno contraddistinto nei decenni l’Olimpia.

Forse anche per assaporare di nuovo questo ritrovato clima in molti (350 secondo la società, 8 per la Questura) si sono ritrovati sugli spalti del PalaLido per assistere all’avvio della nuova stagione. Nonostante le assenze di molti dei principali acquisti (Mordente e Vitali in Nazionale, insieme con Bulleri, Hawkins e Sow alle prese con problemi burocratici), molto calorosa è stata l’accoglienza per i giocatori e per lo staff tecnico. L’allenamento è stato tutt’altro che intenso: una breve sgambata e una sessione di tiro di circa mezz’ora e poi via libera agli autografi e alle fotografie.

È chiaramente difficile dare un qualche giudizio fondato sui giocatori più sconosciuti del roster milanese, Sangarè e Mike Hall. L’impressione, per il pochissimo visto, è che il francese sia in possesso di un ottimo movimento di tiro, molto sciolto. La dirigenza (leggi: il GM Zanca in mezzo al campo a colloquio con i tifosi) fa di tutto per levargli pressione, insistendo nel dire che il ragazzo partirà in fondo alle rotazioni degli esterni, e che il suo acquisto si spiega soprattutto con la grande voglia del parigino di giocare a Milano. Mi permetto di dubitare che l’Olimpia abbia usato il tesseramento di un comunitario solo per completare il roster, e credo che il ragazzo avrà molto più spazio. Quanto all’ala forte americana, ha mostrato una bella meccanica di tiro, molto pulita, e un fisico sicuramente all’altezza del compito per il quale è stato preso. Insomma, le potenzialità paiono esserci.

Ultima grande curiosità, Marko Micevic. Il serbo, italiano di formazione, viene da due stagioni difficili, con un grave infortunio al ginocchio – completamente recuperato – subito a Casalpusterlengo e un’annata a disputare solo il campionato Under 19 con la maglia dell’Olimpia. Il ragazzo ha ottime qualità, un fisico possente, tanta grinta e un gran tiro. L’anno agli ordini di Montefusco non gli avrà sicuramente fatto male dal punto di vista dell’attitudine difensiva, anche se bisognerà assolutamente che il serbo si riabitui fin da subito a marcare i piccoli. A precisa domanda, ha confermato di essere nell’organico come numero tre, e dunque, in teoria, l’unica ala piccola veramente di ruolo. Se si può fare una critica al mercato di quest’anno, un giocatore tra Sangarè e Filloy pare di troppo: non sarebbe stata una cattiva idea, a mio avviso, quella di provare a prendere Datome come cambio dell’ala piccola. Tuttavia, se si ritiene che quel ruolo possa essere ricoperto da Micevic l’obiezione cade: Marko è un prodotto del vivaio Olimpia e sarebbe bello che gli venisse offerta l’occasione di mettersi in mostra.

Pubblicato il 19/8/2008 alle 22.9 nella rubrica Olimpia Milano - Quaderni Biancorossi.

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