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Lies, Big Lies, Statistics (cit.)



Luca Zaia, ministro delle Politiche Agricole, interviene a un convegno della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercenti) per ridimensionare l'effetto del consumo di alcool sugli incidenti stradali. Citando una ricerca dell'Istituto Piepoli, il ministro sostiene che «Solo il 2,09% degli incidenti stradali è dato dalla guida in stato di ebbrezza». In effetti, questa ricerca, mostra che solo il 3,08% degli incidenti stradali è causato da "anormale stato psicofisico del conducente", mentre nel 96% dei casi le cause vanno ricercate in generici "inconvenienti di circolazione". Dov'è il problema?
La questione è che la ricerca indica genericamente "incidenti stradali", non distinguendo - almeno non esplicitamente - tra diversi tipi di incidenti. Saremo tutti d'accordo nel ritenere un po' diverso un tamponamento a uno stop con l'investimento di un pedone. Inoltre, non si può dimenticare che non sempre viene rilevato lo "stato psicofisico del conducente": piccola ammaccatura, constatazione amichevole senza intervento di vigili urbani o carabinieri, e via.
Ci sarebbero due numeri importanti per inquadrare il fenomeno, ma sfortunatamente la ricerca non li fornisce. Il primo è il confronto tra il numero medio di incidenti causati da un automobilista ebbro rispetto all'automobilista sobrio. Il secondo, ancora più significativo, è l'incidenza dei guidatori ubriachi sul numero di morti per incidenti stradali.
Il dato delle morti in calo dal 2003, in concomitanza con l'introduzione della patente a punti e l'aumento di controlli, suggerirebbe che il consumo di alcool non sia così innocente come Zaia e Piepoli vogliono far credere. Non ho numeri a supporto della mia ipotesi, ma le conclusioni di Zaia e della FIPE (non proprio disinteressati a disincentivare il consumo di alcolici, si potrebbe ricordare) non sono sufficientemente provate.
Eh sì, non c'è nessuna battuta. Mi succede sempre quando scrivo ubriaco.

Pubblicato il 2/12/2009 alle 11.28 nella rubrica Diario.

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