Blog: http://rip.ilcannocchiale.it

Razionalità del mercato

«Il livello delle quotazioni (nel 1971) era soltanto il sintomo più evidente di una malattia che ormai aveva ridotto la borsa italiana in stato quasi comatoso: pochi gli scambi, pochissimi i risparmiatori disposti a gettare il loro denaro in un mercato che aveva tutte le caratteristiche più della bisca che di un luogo aperto alle contrattazioni e agli affari. La causa di questa depressione va cercata solo in parte nella situazione economica generale del paese, alla quale la borsa italiana da anni presta un'attenzione non proprio rigorosa. Il rialzo precedente, ad esempio, era avvenuto a cavallo del 1969-70, nei mesi più combattuti e incerti dell'"autunno caldo" e delle trame nere. Questo strano comportamento della borsa, che andava su mentre nelle fabbriche comandavano i cortei interni degli operai e mentre nel paese scoppiavano le bombe, era stato riassunto con una battuta paradossale: "I metalmeccanici scendono in piazza, ma salgono in borsa". Il divorzio fra ciò che stava accadendo nella realtà produttiva del paese e ciò che invece si verificava intorno alle quotazioni di Piazza degli Affari non poteva essere segnalato in modo più netto.»

E. Scalfari, G. Turani, "Razza Padrona"

Pubblicato il 10/11/2011 alle 11.28 nella rubrica Politica.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web