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Deliri dietrologici?

«La vicenda emerge alla Commissione Stragi in modo indiretto, apparentemente casuale. Un deputato del Movimento Social, Tomaso Staiti di Cuddia, domanda all'ammiraglio Martini se sia a aconoscenza d'un fatto di cui parlò, nel 1974, il settimanale Tempo illustrato. Una tipica storia di dietrologi, uno scoop degli anni della strategia della tensione. La storia diceva che un certo giorno un personaggio incaricato dal Sid si sarebbe dovuto presentare in una certa caserma dei carabinieri della legione di Milano e avrebbe dovuto mostrare a un colonnello dei carabinieri, tale Minervino, una mezza banconota da mile lire. Il colonnello, complice del tentativo golpista, avrebbe dovuto confrontare la mezza banconota con l'altra metà in suo possesso: verificata la corrispondenza avrebbe dovuto consegnare le armi all'incaricato del Sid.
Incredibile. Una spy story di terza categoria, l'involuzione della dietrologia dalla fantapolitica al grottesco. Mezze mille lire come buono d'acquisto d'un piccolo arsenale da parte d'un incaricato dei Servizi segreti. Una trovata del genere avrebbe potuto trovare un posto adeguato, forse, in un ibrido letterario prodotto dall'incontro tra Dumas padre e Ian Fleming: «James Bond vent'anni prima, l'operazione Gladio». Questo e altro deve aver pensato chi, nel 1974, lesse quell'articolo. E invece era tutto vero, come molti altri deliri dietrologici.»

G. M. Bellu, G. D'Avanzo, "I giorni di Gladio", p.153-4

Pubblicato il 3/9/2012 alle 8.0 nella rubrica Politica.

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