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L'eterna storiella

«Coloro che dicono: non ci iscriviamo a un partito perché non abbiamo fiducia negli uomini politici, nei burocrati della politica, nei profittatori e nei professionisti della politica, denunciano uno dei più gravi difetti del pensiero troppo ingenuo o troppo primitivo [...]. Viltà d'animo e stolta superbia di valere più degli uomini politici in vista trattiene molti dall'entrare nel partito. A quelli che in buona fede si lasciano incantare dall'eterna storiella della politica come cosa sporca e odiano i politicanti noi diciamo oggi una parola di monito [...]. Non crediate che l'unità nazionale consista nell'eliminazione dei partiti: è l'inganno dei regimi totalitari.
L'interesse alla vita politica nasce dall'amore di patria: ora è giusto che coloro che veggono in determinati modi comuni l'interesse della patria si uniscano in partiti [...]. Come si potrebbero fare le leggi se i partiti non organizzassero le discussioni intorno ad esse secondo grandi correnti di interessi ideali e reali? Chi ama la Patria, chi ha interessi ideali e reali da difendere, pigli il suo posto di combattimento; esca dal gregge e si faccia uomo libero, uomo che assume cioè la sua responsabilità nella storia

Gabriele Pepe, Risorgimento Liberale, 9 settembre 1945 (citato ne "L'uomo qualunque" di S. Setta)

Pubblicato il 7/6/2013 alle 19.0 nella rubrica Stuff.

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